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La premessa | Die Vorgeschichte
 
 
La premessa | Die Vorgeschichte

Ho avuto la fortuna di conoscere il Maestro Renato Signorini alla fine degli anni 1970, quando d‘estate trascorsi diversi giorni a Ravenna, nello studio Signorini, passando momenti indimenticabili a preparare il cemento, tagliare le tessere, preparare i lucidi... Ma soprattutto a respirare l‘aria artistica di un atelier fantastico. E poi a guardare la gente che lavorava, e un artista in particolare: Renato Signorini.
 
Mi colpí la gentilezza e la pazienza che aveva nel rapportarsi con gli altri. Mentre Carlo Signorini era sempre in movimento a coordinare, organizzare, sempre con nuove idee e visioni, e sembrava che il tempo gli scivolasse fra le dita, Renato il movimento lo creava stando seduto: un movimento di tessere, colori, andamenti. Le pietre si trasformavano in traiettorie e i colori in luce. Allora ancora non lo sapevo, ma ho capito dopo che  la missione di Renato era quella di spiritualizzare la materia.
 
Sfiorare l‘esistenza di Renato Signorini é stato un regalo che la vita mi ha fatto, e questo mio piccolo contributo é il mio modo di dire grazie. Il ritmo della martellina che scandisce il tempo sulla tagliola non é sempre uguale, e alcuni hanno il dono di farlo diventare musica. Renato Signorini faceva diventare il mosaico musica, noi cercheremo di fare diventare la musica mosaico.
 
Davide Zavatti
 
In den Sommern der späten 70er-Jahre durfte ich Renato Signorini in Ravenna kennenlernen. Unvergesslich ist für mich die Zeit im „Studio Signorini“, die ich beim Anrühren des Zements, Schneiden der Steine, Vorbereiten der Farben verbrachte; unvergesslich die künstlerische Atmosphäre in dem fantastischen Atelier und das Erleben künstlerischer Arbeit, vor allem von Renato Signorini. 

Seine Freundlichkeit und seine Geduld im Umgang mit anderen berührten mich tief. Während sein Sohn Carlo Signorini immer in Bewegung war von neuen Ideen übersprudelte, organisierte, ordnete - die Zeit schien ihm schier davonzulaufen -, schuf Renato Bewegung, aber gleichsam im Sitzen: Bewegung der Steine, Farben, Linien. Die Steinchen formten sich zu Bahnen, die Farben wurden zu Licht. Damals wusste ich es noch nicht. Erst später wurde mir klar, dass Renatos Lebensaufgabe in der Vergeistigung der Materie lag.

Die flüchtige Begegnung mit Renato Signorini war ein schicksalhaftes Geschenk. Dies soll ein kleiner Dank an ihn sein. Der Rhythmus des kleinen Hammers beim Schlag auf die Steine ist nicht immer gleich. Unter den Händen Begabter wird daraus Musik. Renato Signorini ließ Mosaik zu Musik werden. Wir wagen den Versuch, und formen Musik zu Mosaik.

Davide Zavatti
 

 
 
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