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Warum? Wozu! - Perché? A che scopo!
 
 
Warum? Wozu! - Perché? A che scopo!

Il Violoncello utilizzato per la registrazione  é uno strumento costruito da Frans Van Dijk, Heiligenberg 1978, op. XLIINel 1978 Hans Cousto scopriva a pochi chilometri di distanza (a Monaco di Baviera) la relazione che lega colori e suoni. Il 19 Luglio 2012 entro in possesso dello strumento. Il 18 Luglio 2013 sono in sala di registrazione.

E questa é la storia:
 
Alla fine del 1984 andai da Otello Bignami a Bologna alla ricerca di un violoncello, insieme con mio fratello che cercava un violino. Ercole compró uno strumento di Bignami, il violino "Serena" che poi i miei vendettero qualche tempo dopo la scomparsa di mio fratello. Bignami non aveva al momento violoncelli pronti, e mi propose un violoncello che aveva avuto in cambio da Mark Varshavsky, un violoncellista che aveva comprato uno strumento di Bignami. Il violoncello era di un liutaio olandese costruito in Germania. Bignami mi disse che il violoncello era stato aperto e corretto, e appose l'etichetta: Corretto per l'acustica da Otello Bignami, 1985, vicino all'etichetta poco leggibile che c'era:
Frans van Dijk, 1975 Überlingen
 
Con questo violoncello vinsi l'audizione a Parma nella primavera 1985, feci il diploma e suonai diversi anni. Un paio di anni dopo lasciai il violoncello in auto per alcune ore sotto il sole, e quando lo tirai fuori la vernice si era attaccata alla fodera della custodia interna ed era completamente rovinata. Che fare? Bignami a quel tempo non lavorava piú o era giá scomparso... Mi rivolsi allora a due suoi allievi che avevo giá conosciuto in bottega, Bruno Stefanini e Alessandro D'Urso. Scelsi alla fine D'Urso, che mi rifece la vernice facendo diventare il violoncello da giallo a rossiccio, la vernice che usava Bignami sugli strumenti. Non venne perfettamente, ma dovetti accontentarmi. Nel frattempo frequentavo anche la accademia Stauffer a Cremona seguendo le lezioni di Rocco Filippini.
 
Nel 1991/1992 conobbi la mia prima moglie, e con grande sorpresa scoprii che abitava a pochi chilometri da Überlingen, il luogo dove era stato costruito il mio violoncello. Giá nella Pasqua 1992 ero sul Lago di Costanza (Bodensee) e cercammo di rintracciare a Überlingen il liutaio, ma non c'era traccia sua. Io allora non parlavo una parola di tedesco, e Internet non esisteva. Mi rassegnai...
 
Nel 1993, durante una visita a Cremona nel laboratorio di Carlson, Cacciatori e Neumann, vidi un vecchio violoncello italiano di cui mi innamorai e, per farla breve, nel giro di due ore contraccambiai il mio violoncello Van Dijk con questo violoncello di inizio 1900. Non fu un cambio felice, tant'é che dopo breve tempo ne avevo di nuovo un'altro, e questo avvenne poco prima del mio trasferimento in Austria nel 1995. Dal 1994 al 2012 ho suonato quello strumento piccolino, che sembrava un Testore, e che aveva l'etichetta: Matteo Benti fecit Brescia 1631. 
 
Sono anni per me impegnativi, durante i quali suono poco o niente... la nascita del mio primo figlio, i vari problemi, il mio divorzio e mio figlio che entra in un Istituto Steineriano per ragazzi disabili vicino al lago di Costanza, ad Heiligenberg. Grazie a mio figlio mi interesso e mi appassiono di Antroposofia (Rudolf Steiner). Nel 2007 conosco Catrin che é musicista, mi rimetto a suonare e mi sposo! Poi alla fine estate 2011 decido che é tempo di cercare nuovi orizzonti sonori, metto sul mercato il mio "Benti" convinto che ci possa volere un po' di tempo e un giorno mi imbatto su un violoncello...
 
Frans van Dijk, Heiligenberg 1978 op.42
 
Mi viene un colpo! Un violoncello costruito dallo stesso liutaio olandese, ma esattamente nel paese dove adesso vive mio figlio!!! Lo devo almeno vedere, lo voglio vedere.
 
Prendo contatti, vedo le foto e non ho dubbi: é originale. E la vernice é rovinata, a bolle, come era successo al mio! Mi racconta il proprietario che era appartenuto al suocero che adesso era infermo, e quando tornarono in Germania dal Belgio dove avevano vissuto in un castello, lasciarono il violoncello insieme a mobili, quadri e cose varie diversi mesi in un container sotto il sole. Tutto chiaro. Concordiamo un appuntamento il 19 Luglio 2012 a Salisburgo intorno alle 15.

Parto da Linz dove piove a dirotto. Sembra autunno. A Salisburgo parcheggio in un Garage vicino alla Stazione Centrale. Arriva il momento. Apro la custodia bianco panna e mi invade un odore incredibile e buonissimo che non riesco a identificare ma che conosco. Il violoncello non posso neanche provarlo perché non é montato, ma non importa... lo conosco!
 
Esco dal garage con nel sedile posteriore il mio Van Dijk e all'improvviso un ARCObaleno meraviglioso appare nel cielo (erano mesi/anni che non ne vedevo uno cosÍ). Sorrido...
 
Tornato a casa provo a montarlo alla meno peggio, solo per avere una prima idea... Non suona male. mi metto alla ricerca di notizie del liutaio in internet ma non trovo quasi niente. Boh, che fare?
 
Contatto i due liutai di Linz per avere un'opinione e un preventivo per metterlo a posto. Nel frattempo scopro che il nome di Frans Van Dijk ricorre in pochissime pagine in internet, ma cerco comunque di raccogliere tutte le informazioni. Scrivo a otto suoi ex allievi... dopo diversi giorni uno solo di loro mi risponde e mi dice che Frans Van Dijk é ancora vivo, vive non lontano dal Lago di Costanza e mi dá un numero di telefono.
 
Fermo subito il lavoro che avevo commissionato per la messa a punto dello strumento e col cuore in gola chiamo il liutaio... Mi risponde e gli racconto questa storia. Gli chiedo anche se puó mettermi a posto lo strumento, anche perché chi meglio di lui conosce la vernice che ha usato? Concordo una data a metá agosto quando vado a prendere Lorenzo e lo incontro.
 
Cosa mi racconta? E´un liutaio che vive e lavora secondo i principi dell'antroposofia. La vernice ha questo profumo perché é una vernice a base di propoli. Il violoncello é l'opera 42 che ha costruito (glielo fatto notare poi io) esattamente quando aveva 42 anni, poco prima del suo primo infarto. (42 sono anche le battute del preludio della Prima Suite di Bach). Io nel 1978 avevo 14 anni (un terzo di 42). I cicli di sette anni sono la base di lettura della propria biografia personale secondo Rudolf Steiner e l'antroposofia. Il fondo del violoncello é in pioppo, e il legno lo compró da una fabbrica di protesi che negli anni settanta o chiuse o passó dal legno al sintetico. Il pioppo era un legno molto usato per le protesi per la sua leggerezza, ma per essere stabile doveva avere almeno un centinaio di anni, e questo li aveva sicuramente nel 1970. Per cui un legno destinato alle protesi (handicap) era diventato nel luogo in cui vive mio figlio Lorenzo (handicap) il fondo di un violoncello costruito da un Liutaio antroposofico di cui avevo giá avuto uno strumento (legato al luogo della mia ex moglie) che avevo dato indietro (divorzio) senza utilizzare questo primo messaggio che l'antroposofia mi aveva mandato.
 
Perché allora questo incontro?
Questo violoncello é pura matematica esistenziale, é la prova provata che non  c'é nulla di casuale nella vita, va solo ricercata, e spesso é indecifrabile per noi.

Ci sarebbe ancora tantissimo da dire su questo violoncello op. 42. Frans van Dijk ha costruito in quel periodo strumenti simili al mio, tant'é che pensava che il mio fosse quello che aveva costruito per Ludwig Hoelscher, un famoso violoncellista tedesco del 1900. Ma le informazioni che ho raccolto tendono a rendere improbabile questa ipotesi (anche se non la possono escludere). Per esempio che é stato costruito a Heiligenberg in questa casa/laboratorio, la "Schweizerhaus", dove Frans van Dijk aveva ogni anno fino a 15 apprendisti. Ogni liutaio, oltre alla liuteria, doveva coltivare la terra secondo i principi dell'agricoltura biodinamica di Steiner. Per Frans Van Dijk non si puó stare curvi per ore al giorno per lavorare materiali che vengono dalla natura senza conoscere la natura stessa.







 
 
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